SCOPRI IL GRAN SASSO

Il Gran Sasso d’Italia (o semplicemente Gran Sasso) è il massiccio montuoso più alto degli Appennini.
È situato interamente in Abruzzo, nella dorsale più orientale dell’Appennino abruzzese, al confine fra le province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
Il Gran Sasso è la montagna d’Abruzzo per eccellenza, con la maestosità delle sue vette, le più alte dell’Appennino, che culminano nel Corno Grande 2912m, nel Corno Piccolo, nel Pizzo d’Intermesoli e nel Monte Camicia.
Ospita il ghiacciaio del Calderone, l’unico dell’Appennino nonché il più meridionale d’Europa, ed è affiancato a sud dall’altopiano di Campo Imperatore, una sterminata landa carsica d’alta quota (fra i 1600 e gli oltre 2000 metri) di una bellezza mozzafiato, quanto di più simile al Tibet possa trovarsi in Europa.
Coi suoi 150.000 ettari di estensione, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è uno dei parchi più grandi d’Italia.
Vertiginose pareti rocciose, torrioni slanciati, cime, forre e valli, dolci pendii e tormentati versanti.
Questi paesaggi conservano piante straordinarie, animali rarissimi: come il camoscio d’Abruzzo, il lupo appenninico, e l’orso bruno marsicano.
E panorami mozzafiato da attraversare nel territorio del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga.
Arrampicare, arrampicare, arrampicare… di solito è questo quello che passa nel cervello di un climber.
Dalle stupende placche compatte erose dall’acqua e dal tempo delle Spalle, del Monolito, del II° Pilastro di pizzo d’Intermesoli e del Torrione Cambi, si passa alle fessure spesso strapiombanti della est del Corno Piccolo, ai diedri e fessure tipicamente dolomitici della est della vetta Occidentale del Corno Grande.
I feedback che ho ricevuto sono tutti concordi nel dire: “posto magnifico, devi troppo andarci’.

Programma

  • Giorno 1

    Viaggio Milano-Campo Imperatore, pernottamento in Albergo, B&B, oppure in Ostello, cena, sistemazioni materiali. Pernotto ad Assergi, a Fonte Cerreto, oppure in Ostello a Campo Imperatore.

  • Giorno 2

    CORNO GRANDE 2912m. SUCAI (Paolo Consiglio, Marino Dall’Oglio, Luciano Sbarigia e Raul Beghé il 2/10/1948). III° passi di IV° - 300m Una via capolavoro. La facile ma ugualmente di soddisfazione “SUCAI”, una via che risolve la parete prendendo un andamento obliquo da destra verso sinistra, che permette di evitare tutti i tratti difficili, utilizzando in parte il sistema di cenge a “zeta rovesciata”. È una salita di difficoltà molto contenute, ma che ha il pregio di non essere “incastrata” in camini sbocconcellati, resta sempre in parete aperta, con un esposizione da via ben più impegnativa. Ben più lunga dei 300m dati dalla guida CAI-TCI, è di difficoltà AD+, con passaggi fino al IV°.
    CORNO GRANDE 2912m. MALLUCCI-MONTI (Alfredo Mallucci, Vincenzo Monti nel 1950). V° - 450m La via parte alle spalle del bivacco Bafile e percorre tutta la cresta sud/est fino ad arrivare alla vetta Centrale del corno Grande. Offre grandi vedute e bellissimi affacci sul paretone. L’ambiente è abbastanza isolato e la via non molto ripetuta.
    CORNO GRANDE 2912m. DIRETTA CONSIGLIO (Domenico Alessandri, Roberto Furi, Carlo Leone nel 1968). TD - 1 tiro di VI- (o A0) e vari tratti V e V+ - 300m Bella e logica la "Diretta Consiglio" sale al centro della parete per fessure con un andamento leggermente ad arco. La roccia è quella della est, non perfetta come quella delle Spalle del Corno Piccolo, ma assolutamente nella media delle vie di scalata più frequentate per esempio delle Dolomiti.

  • Giorno 3

    CORNO GRANDE 2912m. CRESTA SSE (Antonio Giancola, Emilio Tomassi, Domenico D’Armi nel 1933). IV°+/V° - 300m Via dalle difficoltà contenute ma in ambiente bellissimo e tra i più suggestivi dell'appennino. L'ambiente isolato, la necessità di cercare bene il tracciato e di integrare spesso le protezioni presenti, la rendono una bellissima salita di stampo alpinistico, anche se abbordabile anche per un quartogradista.

  • Giorno 4

    Trasferimento da Campo Imperatore a Prati di Tivo, pernottamento. Pernotto al B&B Villa Olimpia, Ristoro Venaquaro, oppure al rifugio Cima Alta.

  • Giorno 5

    CORNO PICCOLO 2655m. ZARATHUSTRA E NONNA JOLE (Maurizio Tacchi, Paolo Abbate, nel 1982). TD+, un pass. VI+ e vari tratti di VI obbl. - 210m Via superlativa che sale con andamento logico le placche seguendo i punti meno complessi (e quindi occorre attenzione al percorso). Può essere il proseguimento delle vie che salgono la Seconda Spalla del Corno Piccolo. In questo caso concatenata con la salita de “Il Vecchiaccio” permette di fare oltre 400 metri di assoluta bellezza scalatoria. La difficoltà è TD+, con un passo di VI+ e vari tratti di VI obbligati, anche se protetti in modo accettabile (ben diverso è il discorso sulla sottovalutata e altrettanto bellissima “Stefano Tribioli”, capolavoro di Bini sulla stessa placca).
    CORNO PICCOLO 2655m. CONCATENAMENTO PRIMA E SECONDA SPALLA. Due inconfondibili "gobbe" di roccia compatta, la Prima e la Seconda, si appoggiano alla vetta del Corno Piccolo, una terza, nascosta da un pendio erboso, si nasconde e fa la ritrosa. Il concatenamento delle due Spalle, permette di avere il "respiro" di una via lunga 400/500 metri e la comodità di poter cambiare idea a metà.
    IL VECCHIACCIO (Pierluigi Bini, Massimo Marcheggiani, Vito Plumari nel luglio 1977). D+ - 210m Via molto nota, aperta da un fuoriclasse dell’epoca, Pierluigi Bini. La via più indicativa di queste pareti è “il Vecchiaccio”, uscendo per il tiro con i chiodi a pressione dell’Aquilotti 72. Aperta da Pierluigi Bini con Massimo Marcheggiani ed il mitico “Vecchiaccio” Vito Plumari, la via segue delle bellissime fessure e, nell’abitudine dei ripetitori, supera una placca attrezzata a chiodi a pressione - l’originale passa invece più a sinistra ed ha un passo piuttosto difficile, protetto da un recente “spit galeotto”, che però resta ben lontano. Questo tiro è stato aperto da Bini in occasione della prima ripetizione, che è stata anche la prima solitaria. In questa “confezione” ha un tratto di VI- nella placca dell’Aquilotti 72 ed il resto viaggia sul V grado, sempre con arrampicata elegante su roccia perfetta.
    MARIO-DI FILIPPO (Luigi Mario, Fernando Di Filippo nel 1962). V°+ - 190m È una via logica bellissima, che segue una serie ideale di fessure su roccia compatta sul lato sinistro della parete. Particolarmente belli i due tiri centrali per un diedro-lama regolare, di sicura soddisfazione e divertimento.

  • Giorno 6

    CORNO PICCOLO 2655m. SPIGOLO DELLE GUIDE - Prima Spalla (Lino D'Angelo, Enrico De Luca, nel 1978). TD - max passaggi di VI° - 400m Fino agli inizi degli anni '80 questa via era considerata una delle più belle del gruppo e, secondo i primi salitori, la più bella della Prima Spalla. Una via quindi da ripetere se non altro per il valore storico che rappresenta. In realtà vale la pena ripeterla perché è proprio una bella via (la roccia nel complesso è molto buona specialmente nella parte alta). Si tratta della via più lunga delle Spalle.
    CORNO PICCOLO 2655m. SPIGOLO A DESTRA DELLA CREPA (Gigi Mario e Emilio Caruso il 5/07/1959 e 2/06/1961). TD - tratto di VI°- 320m Una superclassica del Gran Sasso. Tra le prime vie aperte sulla parete est del Corno Piccolo. La via supera lo spigolo evidentissimo accanto ad un profondo ed altrettanto evidente diedrone che solca tutta la parete (“via della Crepa”). I chiodi ci sono tutti ma alcune soste sono da attrezzare con dadi e friend, che sono indispensabili. La via segue lo spigolo evitando tutte le difficoltà maggiori.
    CORNO PICCOLO 2655m. VIA DI FEDERICO-DE LUCA (Giampiero Di Federico, Enrico De Luca, nel 1980). V°-V°+ passi di VI°- 180m Via prevalentemente di placca su roccia favolosa e che segue la logica della ricerca del “facile nel difficile”, girando e rigirando le oceaniche placche, con passaggi mai duri, ma esposizione vertiginosa. Volendo evitare lo zoccolo si può salire una delle vie del “Monolito inferiore”, per restare sul grado della “DiFed.-DeLuca”. consigliamo la “Mirka”, 200m - D - max V°.
    TRAVERSATA DELLE TRE VETTE. AD - III° La Traversata delle Tre Vette è la via classica per eccellenza, l’arrampicata che non può mancare nel carnet d’ogni alpinista che ami il Gran Sasso. Via mai difficile ma complessa nella ricerca del percorso, delicata con lunghi tratti assai esposti. Itinerario assolutamente consigliabile, esaltante e panoramico come può esserlo una via che cavalca il filo di cresta più alto e aereo di tutto l’Appennino Centrale, scalando le quattro vette del Corno Grande: l’Orientale, la Centrale, il Torrione Cambi e infine l’Occidentale. Direzione da est a ovest, come dai più è ripetuta e come si ritiene consigliabile.

  • Giorno 7

    Viaggio di rientro a Milano.

Dove alloggeremo

Campo Imperatore,  pernotto ad Assergi, a Fonte Cerreto, oppure in Ostello a Campo Imperatore
Prati di Tivo, pernotto al B&B Villa Olimpia, Ristoro Venaquaro, oppure al rifugio Cima Alta

 

OBIETTIVI

Accompagnamento su vie di più tiri, dando la priorità al divertimento all'insegna della sicurezza e della professionalità

ESPERIENZA RICHIESTA

Adatto a tutti, per arrampicatori che arrampicano sul
III° IV° grado, o per tutti quelli che normalmente arrampicano
sul 5c-6a, da secondi di cordata

DIFFICOLTA’

AD, D, TD

IMPEGNO

A seconda dell'itinerario

attrezzatura di base

La normale dotazione per le vie di più tiri
Abbigliamento idoneo all'attività outdoor

attrezzatura tecnica

Imbracatura, scarpette d’arrampicata, sacchetto della magnesite, casco, zaino da 10/15L per le vie d’arrampicata, scarpe basse da approach, fettuccia cucita da 120cm, n°3 moschettoni a ghiera HMS kay look, freno (es. ATC guide, reverso) con abbinato moschettone a ghiera HMS kay look, moschettone a ghiera kay look con abbinato il cordino in kevlar per l’autobloccante

1050€

* a persona

  • La quota comprende

    l’organizzazione del programma da parte di Milano Adventure, l’accompagnamento e l’insegnamento della Guida alpina, l’assicurazione RC, uso dei materiali comuni

  • La quota non comprende

    alloggio (mezza pensione), vitto, trasporti (auto e eventuali impianti a fune) e tutto quello che non è compreso nella voce “la quota comprende”, sia personali che quelli della Guida alpina (da dividere tra i partecipanti)

La Guida alpina si riserva di variare il programma in funzione delle condizione meteorologiche, e del livello tecnico e fisico dei partecipanti, al fine di  garantire la sicurezza ed il corretto svolgimento della salita

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